Sette opere di misericordia

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Livorno, 25 luglio 2020, ore 18.30 - Una festa "scoppiettante", grazie alla musica della Old Florence Dixie Band, quella organizzata dal Dopolavoro Ferroviario di Livorno all’Ex Cinema Aurora per presentare il romanzo di Piera VentreSette opere di misericordia”, edito da Neri Pozza. A conversare con l’autrice, lo scrittore Luca Falorni. L’incontro si è svolto nell’ampio giardino del locale adottando le disposizioni in vigore per l’emergenza sanitaria.

Dopo la presentazione, la cena da Giacomo è stata allietata dalla Dixieland della OLD FLORENCE DIXIE BAND di Marco Nesi (tromba e cornetta), Gabriele Depasquale (benjo), Carlo Minuti (contrabasso) e Francesco Lorenzini (trombone).

OLD FLORENCE DIXIE BAND di Marco Nesi (tromba e cornetta), Gabriele Depasquale (benjo), Carlo Minuti (contrabasso) e Francesco Lorenzini (trombone) 

 

Nella lista dei candidati al Premio Strega 2020 è inserito il nome di Pietra Ventre, napoletana residente a Livorno che, insieme al marito Filippo, ferroviere di Trenitalia, è iscritta all’Associazione DLF Livorno. Ecco la motivazione di Cesare de Seta, storico dell'architettura e saggista italiano, per la candidatura di "Sette opere di misericordia" al Premio Strega 2020:

«Sette opere di misericordia è uno di quei rari romanzi in cui, affrontando uno dei momenti cruciali della nostra storia nazionale - l’estate del post-terremoto a Napoli e della tragica vicenda di Vermicino -, la narrativa riesce a ridare voce nuova ai suoi temi eterni: la colpa e il destino, la misericordia e il castigo, i sogni e l’innocenza perduta.
Attraverso una scrittura impeccabile, di ampio respiro eppure sapientemente controllata, Piera Ventre si riallaccia alla migliore tradizione letteraria del nostro secondo Novecento. Evidente nella sua opera è il lascito ortesiano - l’idea, soprattutto, della crudeltà della Storia contrapposta all’innocenza dell’infanzia - che però, diversamente che in altri contesti, viene sorretto da una forte narratività, che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.»

Sette opere di misericordia - La trama

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato fa il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portato via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere al centro della città. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Così, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subíto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza amica di Rita che, rimasta incinta, non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli prima di trasferirsi in Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, gli chiede le cose sulla luna, vuole guardare col suo telescopio, poi un giorno scompare, lasciando un cardillo e una caiòla per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo». Che misericordia e castigo siano così intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore». Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è uno dei romanzi più importanti mai apparsi su un periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui una città - la Napoli post-terremoto - e il paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.

«Una scrittura molto bella, sapiente, affascinante, sicura». Sandra Petrignani

«Io penso che c’è più azione nell’immersione nelle acque ambigue del quotidiano che in un giallo pieno di delitti e di suspance». Dacia Maraini su “Sette opere di misericordia”, Quante storie, Rai3


Piera Ventre è nata a Napoli nel 1967. Laureata in Logopedia presso l’Università degli studi di Pisa, è specializzata come Assistente alla comunicazione. Socia ordinaria e Consigliera dell’Associazione di promozione sociale Comunico, collabora con le scuole di Livorno, città in cui vive dal 1987. Ha pubblicato testi brevi in raccolte antologiche e siti letterari. Con Neri Pozza ha pubblicato Palazzokimbo (2016).

Pietra Ventre, napoletana residente a Livorno, insieme al marito Filippo, ferroviere di Trenitalia, è iscritta all’Associazione DLF Livorno.

Piera Ventre

 

INFORMAZIONI

Sette opere di misericordia. E-book
di Piera Ventre
Disponibile dal 19 marzo 2020
Editore: Neri Pozza
Data di Pubblicazione: gennaio 2020
Data uscita: 19 marzo 2020

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