“L’amico del popolo”, 25 maggio 2017

L'amico del popolo
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L’amico del popolo”, spazio politico di idee libere, di arte e di spettacolo. Una nuova rubrica ospiterà il giornale quotidiano dell’amico veronese Ugo Brusaporco, destinato a coloro che hanno a cuore la cultura. Un po’ per celia e un po’ per non morir...

Un film al giorno

THE BEGUILED (La notte brava del soldato Jonathan, USA, 1971), regia di Don Siegel. Soggetto: tratto da un romanzo di Thomas Cullinan. Sceneggiatura: Grimes Grice, Albert Maltz, John B. Sherry. Fotografia: Bruce Surtees. Montaggio: Carl Pingitore. Musiche: Lalo Schifrin. Con: Darleen Carr (Doris), Peggy Drier (Lizzie), Clint Eastwood (John McBurnay), Pamelyn Ferdin (Amy), Joanne Harris (Carol), Elizabeth Hartman (Edwina), Pattye Mattick (Janie), Mae Mercer (Hallie), Geraldine Page (Martha), Melody Thomas (Abigail).

Durante la guerra di Secessione, un caporale nordista, Jonathan McBurney, ferito e abbandonato in territorio nemico, viene raccolto da una bambina, Emily, ospite di un collegio per fanciulle diretto da miss Martha, un'abile, autoritaria zitella. Ricoverato nel collegio stesso, Jonathan - che ha perso molto sangue da una gamba e ha le mani ustionate - viene curato, ben sapendo però che, una volta guarito, dovrà essere consegnato ai sudisti come prigioniero di guerra. La minaccia, tuttavia, non verrà attuata, poiché McBurney, unico uomo della casa e per di più giovane e bello, ha attirato le simpatie di quasi tutte le sue ospiti: dalla bambina che l'ha salvato alla stessa Martha; da Edwina, l'insegnante di francese, a Carol, una sensuale diciassettenne che lo invita nottetempo nella propria camera. Qui Jonathan - che ha promesso amore sia a Martha che a Edwina - viene sorpreso da quest'ultima che in un accesso d'odio e di gelosia lo fa precipitare giù dalle scale. Altrettanto inasprita, ma senza darlo a vedere, è Martha che, col pretesto di impedire che la gamba di Jonathan - fratturatasi nella caduta - vada in cancrena, si vendica amputandogliela. Al risveglio, McBurney, fuori di sé, diventa minaccioso; vuol rifarsi di quel che gli è accaduto imponendo a tutte la propria autorità. Col pretesto di volersi riappacificare con lui, allora Martha lo invita a pranzo e...

“Durante la guerra di Secessione, un soldato nordista, ferito e abbandonato dai suoi in territorio nemico, è accolto in un collegio femminile dove scatena rivalità e gelosie che gli saranno fatali. Tratto da un romanzo di Thomas Cullinan e sceneggiato da Grimes Grice (Albert Maltz) e John B. Sherry, adorato dai fans di Siegel e di Eastwood, fu un disastro al botteghino. Cupo dramma gotico fiammeggiante, esprime, in versione misogina, il pessimismo esistenziale di Siegel in uno stile espressionista, carico di ralenti onirici, splendidamente fotografato (Bruce Surtees) su colori autunnali. La critica scoprì le doti di Eastwood attore”.

(Il Morandini)

“Nel solco di un romanzo di Thomas Cullinan, Don Siegel dissacra l'immagine liliale che della donna del Sud ci hanno dato tanti film e romanzi americani intrisi di nostalgia e di sentimentalismo. La trama che il regista amministra è lineare: intinge nel vetriolo lo spunto che tenne a battesimo Un garibaldino al convento di De Sica. Un soldato nordista, gravemente ferito, è raccolto da una bambina che lo porta in un collegio femminile ove dovrebbe ricevere le cure necessarie. Frequentato da ragazze di diversa età e retto da una energica e premurosa zitella, il convitto racchiude un piccolo mondo in cui le buone maniere, la rispettabilità borghese e l'ipocrisia velano un coacervo di impulsi repressi da una educazione puritana e rigorista. L'ostilità nei confronti del nemico non regge alla prova del tempo ed ecco le collegiali andar in calore e in vari modi circuire il prigioniero, nella speranza di baloccarselo. La direttrice, non più giovane e reduce da un rapporto incestuoso con il fratello, accampa maggiori pretese delle allieve. Non assecondata, si accanisce su Jonathan, amputandogli una gamba. Così ella spera di averlo per sé, ma ottiene il risultato inverso. Non le resta che ordire, con l'ausilio della ospite più piccola e l'omertà delle altre, l'avvelenamento di Jonathan, che sarà seppellito dal sodalizio al completo.
A parte qualche turgore risparmiabile e un paio di truculenze evitabili, il film di Don Siegel è fuori del comune, per quanto contragga mutui da Tennesse Williams. Vi si respira un'atmosfera torbida, che rappresenta il rovescio delle apparenze romantiche, e il sesso vi erompe per togliere le bende alla falsa coscienza. Diciamo il sesso, ma è bene precisare che la sessualità qui è intesa come anarchica rivalsa di istinti possessivi e sadici, risultanza di costrizioni e inibizioni approdanti alla sfera della perversione. Sesso, dunque, come momento demistificante e di verità, che pervade una vicenda immersa nella penombra. Che non di una pretestuosa impresa cinematografica si tratti, lo dimostra la rifinitura del disegno psicologico, attento ad abbozzare i connotati sociali dei personaggi. Degna di rilievo e non priva di significato la figura della serva negra che, indifferente a Jonathan e alla sua sorte, non si identifica nell'universo delle sue aggraziate padroncine”.

(Cinema Sessanta, n. 83-84)

"Un film realizzato con consumato mestiere, eccellente da un punto di vista figurativo, e ottimamente interpretato. Nel creare un'atmosfera densa di suspense, il regista ha tuttavia ecceduto nella ricerca dell'effetto e delle emozioni morbose."

('Segnalazioni cinematografiche', vol. 71, 1971)

“Durante la guerra civile americana, un caporale nordista, Jonathan McBurney, ferito e abbandonato dai suoi in territorio nemico, viene ospitato, curato e... ucciso dalle allieve di un collegio femminile diretto da un’autoritaria direttrice.
Chi e più crudele il caporale o la direttrice del college?
In un film di Siegel sono pochissimi i personaggi positivi, il pessimismo del regista americano e la violenza caratterizzano la cifra artistica della sua opera che solo negli ultimi anni si attenua e diventa più ironica. Autore di film pregevoli: “Ispettore Callaghan il caso Scorpio è tuo” (Dirty Harry, 1971); “Il pistolero” (The Shootist, 1976); “Fuga da Alcatraz” (Escape from Alcatraz, 1979) Don Siegel è partito agli inizi della sua carriera con opere di serie b per raggiungere uno status di autore tra i più apprezzati dalla critica e dalla storia.
L’opera in questione che narra la cruda vicenda del soldato Jonathan (un Clint Eastwood meno legnoso del solito) genera nello spettatore un fastidio o un disturbo morale causato dalla crudeltà dei comportamenti umani e reso ancor più penetrante da soluzioni registiche deliranti, come i continui flashback e ralenti.
La guerra fa da sfondo agli orrori antropologici che superano di intensità l’evento bellico. Vi è una misoginia di fondo rappresentata dalle farisaiche buone maniere delle allieve del college che frustrate, esploderanno, costruendo una ragnatela mortale per la stupida preda (l’uomo-Jonathan) riferimento esplicito ad una castrazione simbolica.
Non c’è nulla da sperare con Siegel e secondo Clint Eastwood grande protagonista di questo capolavoro, il film rappresenta il suo lavoro preferito: è triste morire senza aver visto “La notte brava del soldato Jonathan”!

(www.corrierepl.it)

“Uno dei capolavori del grande Siegel (un autentico genio: autore, tra gli altri, de L’invasione degli ultracorpi e creatore della serie dell’Ispettore Callaghan). Un uomo affascinante e ferito cade nelle grinfie di un gruppo di educande che non hanno mai conosciuto gli uomini, comandate a bacchetta da un’insegnante alle prime armi e da una preside, scafata, potente e già troppe volte illusa dal fascino ingannevole dell’altro sesso. Senza potersi muovere, il soldato (vero figlio di buona donna: scaltro e seducente come un Ulisse moderno), scatenerà tensioni sempre più forti fino a diventare da oggetto del desiderio a scomoda e pericolosa marionetta. Partendo dalla falsariga della favola più celebre al mondo (con tanto di bosco, Cappuccetto Rosso e nonna, però, cattiva), passando per l’epica omerica fino alla tragedia classica, sfiorando il cinema erotico (ma non facendo vedere nulla), Siegel gira il suo film più cupo e pessimista, rappresentando un mondo popolato da avventurieri e da streghe travestite da vergini (o da presidi). Con il paradosso di un film d’azione che ha come protagonista un infermo”.

(www.culturacattolica.it)

Il film si vede su: www.youtube.com

THE BEGUILED (La notte brava del soldato Jonathan, USA, 1971), regia di Don Siegel

 

Una poesia al giorno

La mer, di François-René de Chateaubriand

Des vastes mers tableau philosophique,
Tu plais au coeur de chagrins agité :
Quand de ton sein par les vents tourmenté,
Quand des écueils et des grèves antiques
Sortent des bruits, des voix mélancoliques,
L’âme attendrie en ses rêves se perd,
Et, s’égarant de penser en penser,
Comme les flots de murmure en murmure,
Elle se mêle à toute la nature :
Avec les vents, dans le fond des déserts,
Elle gémit le long des bois sauvages,
Sur l’Océan vole avec les orages,
Gronde en la foudre, et tonne dans les mers.

Mais quand le jour sur les vagues tremblantes
S’en va mourir ; quand, souriant encor,
Le vieux soleil glace de pourpre et d’or
Le vert changeant des mers étincelantes,
Dans des lointains fuyants et veloutés,
En enfonçant ma pensée et ma vue,
J’aime à créer des mondes enchantés
Baignés des eaux d’une mer inconnue.
L’ardent désir, des obstacles vainqueur,
Trouve, embellit des rives bocagères,
Des lieux de paix, des îles de bonheur,
Où, transporté par les douces chimères,
Je m’abandonne aux songes de mon coeur.

 

Un fatto al giorno

25 maggio 1938, Guerra civile spagnola: il bombardamento di Alicante in Spagna uccide 313 persone e ne ferisce 1000. Il bombardamento venne effettuato da 5 bombardieri Savoia Marchetti S.79 provenienti dagli aeroporti italiani in Maiorca, cominciò alle 9.05 della mattina e non superò la durata di un minuto. In una sola passata dei Savoia furono lanciate 60 bombe, la maggior parte di 100 kg, assieme ad una notevole quantità di esplosivo incendiario. Malgrado non fosse un obiettivo prioritario nel contesto della guerra, risultò uno dei bombardamenti più duri della guerra con un elevato numero di morti e feriti. Eccetto due o tre soldati tutti erano civili. La maggior parte delle vittime furono mamme che portavano i bimbi a scuola o che si trovavano nel centro della località per svolgere le attività quotidiane. Le bombe caddero nel centro soprattutto nella piazza del mercato dove facevano la spesa... Sembra che l'obbiettivo fosse la centrale elettrica che alimentava la ferrovia di Puigcerda oppure che fosse proprio terroristico sui civili perché 40 bombe di 100 kg, 10 di 20 kg e 10 di 15 erano assolutamente sproporzionate a quello scopo.

Guerra civile spagnola: Fiat C.R.32 del XVI Gruppo Autonomo

 

Una frase al giorno

“Si produce nel mondo una quantità infinita di combinazioni e di fenomeni di ogni specie. Io sono l'uno di essi. Scomparirò, ma il tempo è infinito, e in seguito la stessa combinazione, lo stesso io deve di nuovo apparire alla fine di un tempo infinito. Ora il tempo infinito durante il quale non sarò, è per me un battito d'occhi. Di conseguenza sarò sempre, mi addormenterò e subito dopo mi risveglierò”.

(Lev Nikolàevič Tolstòj, 1828 - 1910)

 

Un brano al giorno

Giuseppe Becce, “A Composition for a silent film on a Polydor Cinema Record!

 

Ugo Brusaporco
Ugo Brusaporco

Laureato all’Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, corso di laurea Dams. E’ stato aiuto regista per documentari storici e autore di alcuni video e film. E’ direttore artistico dello storico Cine Club Verona. Collabora con i quotidiani L’Arena, Il Giornale di Vicenza, Brescia Oggi, e lo svizzero La Regione Ticino. Scrive di cinema sul settimanale La Turia di Valencia (Spagna), e su Quaderni di Cinema Sud e Cinema Società. Responsabile e ideatore di alcuni Festival sul cinema. Nel 1991 fonda e dirige il Garda Film Festival, nel 1994 Le Arti al Cinema, nel 1995 il San Giò Video Festival. Ha tenuto lezioni sul cinema sperimentale alle Università di Verona e di Padova. È stato in Giuria al Festival di Locarno, in Svizzera, e di Lleida, in Spagna. Ha fondato un premio Internazionale, il Boccalino, al Festival di Locarno, uno, il Bisato d’Oro, alla Mostra di Venezia, e il prestigioso Giuseppe Becce Award al Festival di Berlino.

INFORMAZIONI

Ugo Brusaporco

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web www.brusaporco.org